Discussione:
[OT] Enzo Jannacci - "Ci Vuole Orecchio"
(troppo vecchio per rispondere)
Pippo
2013-03-31 01:40:18 UTC
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Colpito per la perdita di Jannacci, oggi, ho riascoltato una sua nota
canzone (che spesso ascoltavo da ragazzino): "Ci Vuole Orecchio"....e
mi e' venuta la curiosità sulle seguenti parole del ritornello:

".....
bisogna avere il pacco
immerso, intinto dentro al secchio,
bisogna averlo tutto,
anzi parecchio..."

...conoscete il significato di queste parole?...c'e' qualche
allusione?;-)

Ciao e grazie mille!
Francesco Di Matteo
2013-03-31 04:22:59 UTC
Permalink
Post by Pippo
Colpito per la perdita di Jannacci, oggi, ho riascoltato una sua nota
canzone (che spesso ascoltavo da ragazzino): "Ci Vuole Orecchio"....e
".....
bisogna avere il pacco
immerso, intinto dentro al secchio,
bisogna averlo tutto,
anzi parecchio..."
...conoscete il significato di queste parole?...c'e' qualche
allusione?;-)
Ciao e grazie mille!
Ciao,
bella domanda...
anch'io mi sono "ricordato" solo ora, rivedendo ieri sera la replica della
trasmissione su Raitre di Fazio dedicata a Jannacci, e leggendo della sua
vita, di quanto fosse una grande persona e quanto fosse un grande artista
Jannacci, e come certe sue canzoni degli anni in cui ero ragazzino avessero
segnato un periodo...
Un artista milanese DOC che amava come molti suoi "compari" (soprattutto
Gaber) quel certo vivere e scrivere ironico e nostalgico, quel gusto del
nonsense.
Per esempio la canzone che tu citi è su testi di Gino e Michele, ma spesso
Jannacci ha scritto testi (oltre che con Gaber) anche con Dario Fo e Paolo
Conte.
Nella pagina di wikipedia dedicata all'LP in questione
(http://it.wikipedia.org/wiki/Ci_vuole_orecchio) si dice in effetti che la
nota canzone "Silvano" si distingue "per il suo marcato nonsense e alcuni
allusioni in chiave sdrammatizzante a pratiche sessuali insolite."
Invece di "Ci vuole orecchio" (la "title-track") si dice giustamente che
"sottolinea il duplice aspetto di un'orchestra nell'andare a tempo col
cantante, e in metafora, nello stare al passo con la stessa vita che è come
un'orchestra che assembla a piacimento i propri elementi".
Quindi il senso è semplicemente metafora di una società che se ne infischia
del singolo e procede con i suoi ritmi incalzanti e impietosi, e che non
perdona chi, "non avendo orecchio", rimane indietro.
Ho trovato poi una divertente e illuminante intervista dell'anno scorso
proprio ai due autori del pezzo, Gino e Michele:
http://tinyurl.com/crvehc6
dove nella penultima domanda il giornalista chiede:
"Insomma, parafrasando la celebre canzone che avete scritto per Enzo
Jannacci, anche qui ci vuole orecchio.
Michele.: «A Milano ci vuole orecchio: ti devi far capire dalla gente e far
tesoro delle altre culture. Milano è il simbolo del melting pot: se ieri non
ci fossero stati pugliesi, napoletani e siciliani, Milano non sarebbe
riuscita a incrociare la sua cultura mitteleuropea con quella mediterranea».
Gino: «Bisogna "avere il pacco immerso dentro al secchio", cioè essere nella
realtà, capirla e non ragionare per esclusione. Oggi la cultura di Milano si
è arricchita della presenza di egiziani, sudamericani, cinesi: se non
accetta gli altri Milano non esiste»."

E in effetti "melting pot" è l'equivalente di "crogiolo", luogo in cui si
fondono le culture, e può starci anche "secchio" (reso alla milanese :-)).
Su "pacco" invece si potrebbero fare dei discorsi allusivi, ma penso sia
usato alla stregua di "naso" o anche "pennello" (si dice "intinto dentro.."
e in effetti potrebbe essere un secchio di vernice...), ovvero una specie di
elemento che possa sondarlo e capirlo, ma che si sia preferito pacco per
l'allitterazione dal vago sentore enigmistico pacco/secchio e
orecchio/parecchio.
Ciao
Francesco



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Pippo
2013-03-31 08:18:01 UTC
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Post by Pippo
canzone (che spesso ascoltavo da ragazzino): "Ci Vuole Orecchio"....e
".....
 >bisogna avere il pacco
 >immerso, intinto dentro al secchio,
 >bisogna averlo tutto,
 >anzi parecchio..."
Post by Pippo
...conoscete il significato di queste parole?...c'e' qualche
allusione?;-)
Ciao,
bella domanda...
;-)

[cut]
Invece di "Ci vuole orecchio" (la "title-track") si dice giustamente che
"sottolinea il duplice aspetto di un'orchestra nell'andare a tempo col
cantante, e in metafora, nello stare al passo con la stessa vita che come
un'orchestra che assembla a piacimento i propri elementi".
Quindi il senso semplicemente metafora di una societ che se ne infischia
del singolo e procede con i suoi ritmi incalzanti e impietosi, e che non
perdona chi, "non avendo orecchio", rimane indietro.
....molto interessante!
Gino: Bisogna "avere il pacco immerso dentro al secchio", cio essere nella
realt , capirla e non ragionare per esclusione. Oggi la cultura di Milano si
arricchita della presenza di egiziani, sudamericani, cinesi: se non
accetta gli altri Milano non esiste ."
OK!
.
Su "pacco" invece si potrebbero fare dei discorsi allusivi,
....ed proprio l'uso di questa parola che mi sembra avere poca
attinenza con il resto.
ma penso sia
usato alla stregua di "naso" o anche "pennello" (si dice "intinto dentro.."
e in effetti potrebbe essere un secchio di vernice...), ovvero una specie di
elemento che possa sondarlo e capirlo, ma che si sia preferito pacco per
l'allitterazione dal vago sentore enigmistico pacco/secchio e
orecchio/parecchio.
Io sono napoletano e, forse, la frase "avere il pacco immerso dentro
al secchio", potrebbe far parte di un modo di dire della cultura
milanese.

Ciao e complimenti per la dettagliata spiegazione!
Auguri di Buona Pasqua a te ed a tutto il ng!
C M
2021-01-18 10:43:22 UTC
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Post by Francesco Di Matteo
Post by Pippo
Colpito per la perdita di Jannacci, oggi, ho riascoltato una sua nota
canzone (che spesso ascoltavo da ragazzino): "Ci Vuole Orecchio"....e
".....
bisogna avere il pacco
immerso, intinto dentro al secchio,
bisogna averlo tutto,
anzi parecchio..."
...conoscete il significato di queste parole?...c'e' qualche
allusione?;-)
Ciao e grazie mille!
Ciao,
bella domanda...
anch'io mi sono "ricordato" solo ora, rivedendo ieri sera la replica della
trasmissione su Raitre di Fazio dedicata a Jannacci, e leggendo della sua
vita, di quanto fosse una grande persona e quanto fosse un grande artista
Jannacci, e come certe sue canzoni degli anni in cui ero ragazzino avessero
segnato un periodo...
Un artista milanese DOC che amava come molti suoi "compari" (soprattutto
Gaber) quel certo vivere e scrivere ironico e nostalgico, quel gusto del
nonsense.
Per esempio la canzone che tu citi � su testi di Gino e Michele, ma spesso
Jannacci ha scritto testi (oltre che con Gaber) anche con Dario Fo e Paolo
Conte.
Nella pagina di wikipedia dedicata all'LP in questione
(http://it.wikipedia.org/wiki/Ci_vuole_orecchio) si dice in effetti che la
nota canzone "Silvano" si distingue "per il suo marcato nonsense e alcuni
allusioni in chiave sdrammatizzante a pratiche sessuali insolite."
Invece di "Ci vuole orecchio" (la "title-track") si dice giustamente che
"sottolinea il duplice aspetto di un'orchestra nell'andare a tempo col
cantante, e in metafora, nello stare al passo con la stessa vita che � come
un'orchestra che assembla a piacimento i propri elementi".
Quindi il senso � semplicemente metafora di una societ� che se ne infischia
del singolo e procede con i suoi ritmi incalzanti e impietosi, e che non
perdona chi, "non avendo orecchio", rimane indietro.
Ho trovato poi una divertente e illuminante intervista dell'anno scorso
http://tinyurl.com/crvehc6
"Insomma, parafrasando la celebre canzone che avete scritto per Enzo
Jannacci, anche qui ci vuole orecchio.
Michele.: �A Milano ci vuole orecchio: ti devi far capire dalla gente e far
tesoro delle altre culture. Milano � il simbolo del melting pot: se ieri non
ci fossero stati pugliesi, napoletani e siciliani, Milano non sarebbe
riuscita a incrociare la sua cultura mitteleuropea con quella mediterranea�.
Gino: �Bisogna "avere il pacco immerso dentro al secchio", cio� essere nella
realt�, capirla e non ragionare per esclusione. Oggi la cultura di Milano si
� arricchita della presenza di egiziani, sudamericani, cinesi: se non
accetta gli altri Milano non esiste�."
E in effetti "melting pot" � l'equivalente di "crogiolo", luogo in cui si
fondono le culture, e pu� starci anche "secchio" (reso alla milanese :-)).
Su "pacco" invece si potrebbero fare dei discorsi allusivi, ma penso sia
usato alla stregua di "naso" o anche "pennello" (si dice "intinto dentro.."
e in effetti potrebbe essere un secchio di vernice...), ovvero una specie di
elemento che possa sondarlo e capirlo, ma che si sia preferito pacco per
l'allitterazione dal vago sentore enigmistico pacco/secchio e
orecchio/parecchio.
Ciao
Francesco
Ciao,
interessante, quindi tu non ci vedi anche un'allusione sessuale, cioè che bisogna avere il pacco
e usarlo fino in fondo (suona un po' volgare detto in maniera così cruda)?
Saluti e Grazie
Cesare

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